Author Archives: Davide Pittioni

La necessità di una prospettiva orizzontale. Intervista a Giulia Caminito

a cura di Davide Pittioni La grande A è stato uno dei romanzi presentati nel corso della prima edizione del Festival Letteraria. “Una storia umana – avevamo scritto nella recensione che motivava la scelta – di due generazioni di donne, madre e figlia, in cui l’Africa figura come il principale correlativo ‘fisico’ del loro essere sempre e comunque fuori luogo,

Carlo, Giulio, Norman: la memoria, il potere e il problema del corpo

di Davide Pittioni “Norman, Primavera a Praga Il fuoco di Ian Palach lo ricordi?” (Norman, Managment del Dolore Post-Operatorio) Quando Carlo Giuliani muore, freddato in piazza come non accadeva da tempo in Italia, il suo corpo giace sul selciato per molto tempo. A poca distanza, un estintore. Nel successivo montaggio tecno-politico sarà la scena fissata nell’istante, immagine che ne associa

“C’eravamo, ci siamo, ci saremo”. Cronache da una valle che resiste

di Davide Pittioni Eccola, la Val di Susa. Non ci arrivi gradualmente, per progressiva “perdita di civiltà”, come sembrerebbe da molte rappresentazioni di questo luogo diventato “magico”. Per la sua storia, da sempre animata nei racconti popolari da creature e miti, e per il suo presente, perché lì si consuma, o meglio, si produce quotidianamente un tempo liberato, sospeso, con

Letteraria #1

di Davide Pittioni Ne è passato di tempo da quando decidemmo di dare avvio al progetto Charta Sporca. Nel manifesto che sanciva la sua fondazione, citavamo Pasolini: “Tenderà a rimettere in discussione tutto, ché in definitiva mi rifiuto, sia inconsapevolmente che consapevolmente, a ogni forma di pacificazione”. Inattuali, si diceva – una rivista stampata su carta e messa in mano

Crepuscoli: oltre la linea

di Davide Pittioni “Crepuscoli” è un tema in chiaroscuro. È quella condizione che si protrae oltre il passaggio di una linea di demarcazione, oltre il tramonto, prima di un’alba. Nel nostro caso, un’eterna transizione. Ma è proprio qui che si rende necessaria un’operazione di pensiero, per riprovare a tracciare quelle linee che abbiamo visto sfumare. Come nota Hegel, è sul

La solitudine nella folla

di Davide Pittioni Tra gli appunti che Benjamin conserva in alcuni quaderni poi confluiti nei Passage di Parigi, c’è un passo tratto da Simmel che descrive la circostanza nuova che si determina nelle metropoli: “chi vede senza sentire è molto più turbato di chi ascolta senza vedere. È un tratto caratteristico della sociologia delle grandi città”. La vista, nelle metropoli,

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