Author Archives: Giuseppe Nava

Terza pagina #10. “Per Os”

Pubblichiamo quattro testi da Per Os, nuovo lavoro di Fabio Orecchini, uscito il 7 novembre per le edizioni Sigismundus. L’opera, dall’impianto fortemente poematico, prende spunto dalla situazione post-sisma dell’Aquila, uno scenario individuato come allegoria delle molteplici forme di crisi – sociale e politica in primis – che stiamo attraversando. Per Os è la parte testuale di un’opera intermediale e performativa,

Identità in gioco al TS+F

Ritrovare delle analogie tematiche tra le diverse proposte di una rassegna cinematografica non ‘a tema’ come il festival Trieste Science+Fiction, di cui si è da poco conclusa l’edizione 2016, può sembrare forse un’operazione arbitraria. Ma non si può nemmeno escludere a priori l’esistenza di un ‘sentire’ che accomuni sceneggiatori, registi, e i selezionatori dei film, portandoli a interessarsi a questioni

Europa: canta che ti passa

di Giuseppe Nava Forse sembrerà strano, ma l’Inno alla Gioia è stata l’ultima traccia a venirmi in mente per questo esperimento di playlist tematica. Questa musica famosissima, culmine della parte corale della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven (scelto nel 1972 come inno dell’Unione Europea, senza però le parole, ovvero l’omonima poesia di Friedrich Schiller) mi è arrivata in sordina

Come cani randagi

di Giuseppe Nava Venticinque anni fa, verso la fine di giugno del 1991, i parlamenti di Slovenia e Croazia dichiararono la propria indipendenza dalla Repubblica Federale Jugoslava. Da quel momento, come è noto, gli eventi precipitarono in una guerra terribile, caotica nei fronti e negli schieramenti, sanguinosa in particolare per la popolazione civile. Con questa guerra, che si sarebbe conclusa

Appunti su Pavese, la poesia, il mito

di Giuseppe Nava 1. Lavorare stanca, unica raccolta poetica pubblicata in vita da Cesare Pavese, esce nel 1936. A quel tempo lo scrittore piemontese non ha ancora delineato quella “poetica del mito” che teorizzerà negli scritti del 1943-44, sotto l’influsso di studi di etnologia, e che metterà in pratica in romanzi come Feria d’agosto o La bella estate. Eppure già

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