Author Archives: Livio Cerneca

“L’ora di ricevimento”: la scuola è una commedia

di Livio Cerneca Ha un unico difetto questo testo di Stefano Massini, ed è che richiede necessariamente un pubblico maturo, non in senso anagrafico ma nella capacità di cogliere l’ironia senza far prevalere il pregiudizio. Pregiudizio che si innalza glorioso e prevedibile quando entrano in scena quattro attrici in abiti di foggia islamica e, alle nostre spalle, sentiamo uno spettatore

“Non c’è acqua più fresca”: Pasolini nel Far West

di Livio Cerneca Mentre compiono i preparativi per una festa paesana, due uomini del villaggio – due personaggi come se ne trovano nelle piccole comunità, di quelli che si danno da fare, creativi, artisti artigiani, carpentieri attori, musicisti idraulici – evocano la provincia friulana con la sua campagna, le sue macchiette, con le sue architetture rurali che proiettano ombre su

Uno dei nostri a Utøya

di Livio Cerneca “Uno dei nostri? Avrei preferito fosse un islamico”. La contadina dirimpettaia di Anders Behring Breivik, ancora ignara che il compatriota assassino di cui sta parlando la televisione è proprio quel tipo strano che abita a due passi da casa sua, così commenta le notizie che pietrificano la Norvegia il 22 luglio 2011. Utøya, il lavoro teatrale di Edoardo

Evita da evitare

di Livio Cerneca Non bastano scenografie girevoli e buone voci per fare un musical. Non serve un’interprete di successo al centro della scena se poi quello che ne esce potrebbe risultare fatale per la sua popolarità. È troppo rischioso decidere di proporre un musical di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber che sta girando il mondo da quasi quarant’anni e

Souper: una sporca cena elegante

di Livio Cerneca Il ritorno del piccolo affresco di Ferenc Molnár al Teatro Rossetti di Trieste, dove è stato presentato anche nella scorsa stagione, è una benedizione che chi ama il teatro deve assolutamente farsi impartire. Souper (La cena) è un atto unico delizioso e crudele la cui attualità ci schiaffeggia con riferimenti fin troppo familiari: ricchezza volgare degli uomini di

Euro(di)visione: presagi televisivi sul destino dell’Unione Europea

L’Europa oggi non si troverebbe nei guai – o almeno, non in guai tanto seri – se, al posto dell’Inno alla Gioia di Beethoven, come glorificazione musicale del continente unito fosse stato scelto il Preludio al Te Deum di Marc-Antoine Charpentier, la solenne fanfara che da più di mezzo secolo annuncia i programmi trasmessi in Eurovisione. Formulare predizioni abbastanza accurate

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