Author Archives: Livio Cerneca

Giovanna e il funambolico Alfredo, buffe allucinazioni mistiche

di Livio Cerneca Immagini e impressioni di quando eravamo bambini si annidano dentro di noi e se ne stanno silenti per gran parte della nostra vita. Inaspettatamente, un bel giorno tornano a manifestarsi. Al primo momento non le riconosciamo, perché sono invecchiate anche loro. Ma poi tutto riaffiora, e quel dialogo che si era interrotto decenni prima ora riprende, con

Dopo la Befana ti lascio. Quando al pranzo di Natale la coppia arriva alla frutta

di Livio Cerneca Nel mese di gennaio, dicono i matrimonialisti, c’è un’eccezionale richiesta di consulenze e assistenza per pratiche di separazione. Ricerche condotte da psicoterapeuti e avvocati, infatti, indicano una correlazione tra crisi di coppia e festività di fine anno. Forse non occorreva servirsi di esperti tanto prestigiosi per giungere a questa scoperta e, sia detto tra noi, è comunque

Il Nome della Rosa, detective story in tonsura

di Livio Cerneca Quando uno scrittore greco cipriota accusò Umberto Eco di plagio per alcuni passaggi del romanzo Il Nome della Rosa, il semiologo spiegò che era molto probabile che ci fossero delle somiglianze, perché il suo best seller aveva la caratteristica di essere una raccolta di suggestioni classiche e cliché sull’ambiente monastico medievale. Il testo, in effetti, veniva usato

La macchina dell’eterno presente

di Livio Cerneca La prima volta che avevo sentito nominare l’acido lisergico ero adolescente e la mia fonte erano state le poesie di Allen Ginsberg. Sarebbe però dovuto passare ancora un po’ di tempo prima che decidessi di sperimentare su me stesso la sostanza sintetizzata nel 1938 dal professor Albert Hofmann mentre, nel suo laboratorio a Basilea, era alla ricerca

“L’ora di ricevimento”: la scuola è una commedia

di Livio Cerneca Ha un unico difetto questo testo di Stefano Massini, ed è che richiede necessariamente un pubblico maturo, non in senso anagrafico ma nella capacità di cogliere l’ironia senza far prevalere il pregiudizio. Pregiudizio che si innalza glorioso e prevedibile quando entrano in scena quattro attrici in abiti di foggia islamica e, alle nostre spalle, sentiamo uno spettatore

“Non c’è acqua più fresca”: Pasolini nel Far West

di Livio Cerneca Mentre compiono i preparativi per una festa paesana, due uomini del villaggio – due personaggi come se ne trovano nelle piccole comunità, di quelli che si danno da fare, creativi, artisti artigiani, carpentieri attori, musicisti idraulici – evocano la provincia friulana con la sua campagna, le sue macchiette, con le sue architetture rurali che proiettano ombre su

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