Category Archives: Recensioni

Giovanna e il funambolico Alfredo, buffe allucinazioni mistiche

di Livio Cerneca Immagini e impressioni di quando eravamo bambini si annidano dentro di noi e se ne stanno silenti per gran parte della nostra vita. Inaspettatamente, un bel giorno tornano a manifestarsi. Al primo momento non le riconosciamo, perché sono invecchiate anche loro. Ma poi tutto riaffiora, e quel dialogo che si era interrotto decenni prima ora riprende, con

Il Giordano Bruno di Volonté, martire filosofico che ci insegna il coraggio intellettuale

di Francesca Plesnizer Nel 1973 il regista Giuliano Montaldo (Gli intoccabili, Sacco e Vanzetti) scelse coraggiosamente di ritrarre Giordano Bruno, filosofo degli “infiniti mondi” e precursore della Rivoluzione scientifica, arso vivo nel 1600 per ordine della Santa Inquisizione Romana a Campo de’ Fiori. Il risultato è un film biografico pieno di solennità, rigore verista e atmosfere claustrofobiche, reso indimenticabile dall’interpretazione

Le avventure di numero primo

di Ruben Salerno Unico atto, Marco Paolini colpisce ancora. Questa volta con lo spettacolo tratto dall’omonimo libro, scritto a quattro mani con il sociologo Gianfranco Bettin, per una tournée nazionale, partita dal Politeama Rossetti a Trieste.  I tratti della drammaturgia paoliniana ci sono tutti: monologo, scenografia scarna e simbolica, un testo talmente sottotraccia da sembrare improvvisato (se non fosse per

L’inganno di Sofia Coppola: la follia del femminino violato

di Francesca Plesnizer L’inganno, uscito nelle sale italiane lo scorso 21 settembre, è l’ultimo film di Sofia Coppola, che le è valso il Premio per la miglior regia a Cannes 2017. Il lungometraggio è la trasposizione del romanzo del 1966 A Painted Devil, scritto da Thomas P. Cullinan. Siamo in Virginia, nel 1864, in piena Guerra di Secessione. Una bambina,

“Tutto può frantumarsi”: L’incesto di Christine Angot

di Ilaria Moretti “Non ho il diritto di citare nomi, l’avvocato me l’ha proibito, né nomi né iniziali”. Christine Angot è lapidaria. Feroce. Ha una narrazione senza respiro: le frasi sono spezzettate, si sfasciano alla lettura. È un racconto a singhiozzo, dal titolo inaccettabile.  Christine Angot pubblica L’incesto a quarant’anni, nel 1999, Edizioni Stock, Parigi. Ha già una carriera da

Il Nome della Rosa, detective story in tonsura

di Livio Cerneca Quando uno scrittore greco cipriota accusò Umberto Eco di plagio per alcuni passaggi del romanzo Il Nome della Rosa, il semiologo spiegò che era molto probabile che ci fossero delle somiglianze, perché il suo best seller aveva la caratteristica di essere una raccolta di suggestioni classiche e cliché sull’ambiente monastico medievale. Il testo, in effetti, veniva usato

Manhattan di Woody Allen: riscoprire grandi classici (e grandi verità) al cinema

di Francesca Plesnizer Guardai per la prima volta Manhattan di Woody Allen una decina d’anni fa, sul mio computer portatile. Avevo vent’anni e quello fu uno dei suoi primi film che vidi. Manhattan mi catturò in un modo peculiare, si avviluppò fra le pieghe del mio cervello dove innescò un silenzioso monologo che, tuttavia, la ventenne che ero faticava del

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