Fontana e i mondi oltre la tela, la mostra a Monfalcone

di Alice Zorzin

Il 7 dicembre scorso è stata inaugurata la mostra “Lucio Fontana. E i mondi oltre la tela. Tra oggetto e Pittura”, visitabile sino al 2 marzo presso la Galleria d’Arte Contemporanea di Monfalcone. I due curatori, Giovanni Granzotto e Leonardo Conti, hanno dato vita a un percorso espositivo costituito da circa ottanta opere prodotte tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta del Novecento, fra le quali più di trenta realizzate dallo stesso Fontana. L’allestimento è stato pensato per essere suddiviso in quattro diverse sezioni dedicate a diversi temi ricollegabili con la produzione dell’artista.

La prima area è, infatti, riservata ai protagonisti dello “Spazialismo” in cui sono state esposte opere di Roberto Crippa, Cesare Peverelli, Gino Morandis e Vinicio Vianello. Tutti gli artisti presentati in questa sezione furono seguaci del pittore italo-argentino, in quanto egli stesso fondò la corrente dello “Spazialismo” nel 1946. Questo nuovo movimento permise di superare il concetto di arte sino ad allora conosciuto, per delinearne uno nuovo in cui vennero inserite le dimensioni dello spazio e del tempo. L’obiettivo degli spazialisti è quello di utilizzare l’opera d’arte per affrontare il problema della percezione dello spazio inteso come somma delle categorie di tempo, direzione, suono e luce e trovarne una soluzione.

La visita continua nella Galleria d’Arte Contemporanea di Monfalcone nell’area dedicata al tema “Una pittura nuova”, dove trovano posto anche delle tele di Giuseppe Santomaso.

Di seguito il visitatore può ammirare alcuni dei lavori più importanti di Lucio Fontana, all’interno della sezione che risulta essere il fulcro dell’esposizione, intitolata “Concetti spaziali”, dove sono state allestite le tele che il pittore produsse a partire dal 1958 e che portano proprio il nome di Concetti Spaziali. Da allora tutta l’arte di Fontana si concentrò sul medesimo tema e nonostante questa ricerca assunse molteplici diramazioni tutte le opere portano lo stesso titolo. L’esposizione si conclude con una sezione riservata a “Le strutture dello spazio”, in cui sono state inserite alcune opere di Alberto Biasi, Cesare Berlingeri, Paolo Conti, Ettore Spalletti e Jorrit Tornquist.

La mostra “Lucio Fontana. E i mondi oltre la tela. Tra oggetto e Pittura” non risulta essere una rassegna retrospettiva dell’artista ma, concentrandosi sulla produzione artistica del ventennio compreso tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta, permette al pubblico di comprendere quali furono le molteplici modalità espressive di Lucio Fontana e degli altri artisti in mostra, nonché i tratti più caratteristici dello “Spazialismo”. Dall’altra parte i visitatori possono vedere dal vivo per la prima volta a Monfalcone i famosi “tagli sulla tela” dell’artista in questione.

L’evento mette anche in luce il fatto che Fontana, dando vita a un nuovo modo di concepire l’arte, abbia creato linguaggi artistici che riuscirono poi a ispirare correnti che durano ancora oggi; in mostra non mancano infatti opere realizzate in tempi più recenti. La rassegna “Lucio Fontana. E i mondi oltre la tela. Tra oggetto e Pittura” potrebbe essere una buona occasione per conoscere, quindi, non solo le opere dell’artista ma anche, come dice il titolo stesso dell’esposizione, tutti i “mondi” e i seguaci che egli ha ispirato.

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