Solo Rumore – # 6

di Francesco Baldo

milo-toothpaste-suburb-reviewPer chi scrive di musica, o ambisce a farlo, dicembre non è il mese delle feste, del maglione con le renne e dell’ingozzamento a tavola, semmai quello delle imperdibili, attesissime classifiche di fine anno. Il medagliere olimpico della musica è utile per tante cose: per tirare un po’ le somme degli ascolti dell’anno, per crogiolarsi nel piacere di dire “li ho scoperti prima io ‘sti qui’”, per vergognarsi di aver perso una certa meravigliosa uscita, per avere un tema facile per un articolo. Ma, soprattutto, per controllare di non aver perso qualcosa, qualche bel lavoro che si rischia di non ascoltare mai. E allora giù di Pitchfork e compagnia bella a prendere nota di tutto. Questo numero allora ha due scopi: anticiparvi che ho fatto una collenzioncina dei (miei) 50 brani dell’anno (ascoltabile nel sito di Charta Sporca) e proporvi qualche lavoro che a me è piaciuto tantissimo e merita di non essere perso nell’apparato digerente dell’anno appena giunto.

MILO – A TOOTHPASTE SUBURB
Milo è un Kanye West di 20 anni, con qualche differenza dall’originale. È senza: i morbidi muscoli glutei di Kim Kardashian, i completi bianchi firmati, quella divina pretenziosità, gli incisivi diamantati. È con: la raccolta delle opere di Schopenhauer, i Pokemon, un vocabolario da letterato, i DVD di Harry Potter. Fa un rap fittissimo, colto ed ingenuo, su strumentali spaziali. Questo suo sobborgo di dentifricio non è un disco hip hop, è l’horror vacui di un promettentissimo paroliere.

SHY BOYS – SHY BOYS
Un cioccolatino di poco più di 20 minuti, semplice ed essenziale, con un cantante di 140 Kg che canta come un usignolo e un barlume garage rock che sembra suonato da chierichetti (si senta And I Am Nervous). Fresco e tenero.

KIASMOS – KIASMOS
È l’ennesima perla nordica, opera dei signor Arnalds e Rasmussen (documentatevi sui rispettivi lavori perché meritano). Un continuum raffinatissimo di tracce tra minimal e ambient.

TOPS – PICTURE YOU STARING
Un pop a colori caldi, morbido e soleggiato, molto anni ’80, così tanto anni ’80 che ti domandi dove hanno trovato il vortice spazio temporale per arrivare fino a noi. Ascolti Way To Be Loved e Change Heart ed entri in pace col mondo. Fastidiosamente gioioso, amplificatore di belle giornate.

ALVVAYS – ALVVAYS
Vedi sopra, con aggiunta di qualche chitarra non male. Saranno mica parenti? No. Riuscire a citare due dischi pop di qualità in fila mi fa ritrovare fiducia nel mondo. Archie, Marry Me, Next Of Kin e Atop A Cake sono dei pezzoni.

THE DRUMS – ENCYCLOPEDIA
Il fatto che siano caduti in disgrazia dopo Let’s Go Surfing è un peccato, ma è il destino di ogni gruppo biondiccio e a righine dopo settembre, no? Ora sono personcine mature che fanno un disco per ascoltatori maturi che parla di temi maturi. Sì insomma, fine del surf pop, però si sono tenuti stretti quella collezione di vecchi sintetizzatori analogici. E allora esce questo disco con suoni leggeri ma che parla di cose impegnate, tipo la versione per bambini di Guerra e Pace, che alla fine non può non piacere e che è coronato da I Hope Time Doesn’t Change Him, per me traccia dell’anno a mani basse. Tristemente bello.

EAST INDIA YOUTH – TOTAL STRIFE FOREVER
Quando ascolto Dripping Down, il primo estratto, e realizzo che l’ha scritta un mio coetaneo, la mia vita sembra ancor più triste e vuota di quel che è. Brian Eno e Thom York escono a ballare e li raggiunge Caribou reduce da un pic nic: nella mia testa suona tipo così. Un lavoro sfaccettato e bellissimo.

THEGIORNALISTI – FUORICAMPO
A me di solito non piacciono i gruppi italiani, per tanti motivi, validi o meno. Per il retaggio della neomelodica, per i testi vuoti di chi si finge cantautore per un giorno, per le novità esterne mai colte, perché in fondo sono gruppetti del cazzo tutti uguali tra di loro.
Questo disco è invece stranamente bello; l’unica sfiga è che sembra fatto per essere portato sotto l’ombrellone della riviera romagnola ed invece è uscito in autunno. Ascoltatevi almeno Promiscuità, Mare Balotelli e Aspetto Che. Piacevole eccezione alla regola?

Puoi ascoltare la rubrica musicale su spotify.

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