Tag Archives: teatro

Le avventure di numero primo

di Ruben Salerno Unico atto, Marco Paolini colpisce ancora. Questa volta con lo spettacolo tratto dall’omonimo libro, scritto a quattro mani con il sociologo Gianfranco Bettin, per una tournée nazionale, partita dal Politeama Rossetti a Trieste.  I tratti della drammaturgia paoliniana ci sono tutti: monologo, scenografia scarna e simbolica, un testo talmente sottotraccia da sembrare improvvisato (se non fosse per

“L’ora di ricevimento”: la scuola è una commedia

di Livio Cerneca Ha un unico difetto questo testo di Stefano Massini, ed è che richiede necessariamente un pubblico maturo, non in senso anagrafico ma nella capacità di cogliere l’ironia senza far prevalere il pregiudizio. Pregiudizio che si innalza glorioso e prevedibile quando entrano in scena quattro attrici in abiti di foggia islamica e, alle nostre spalle, sentiamo uno spettatore

“Non c’è acqua più fresca”: Pasolini nel Far West

di Livio Cerneca Mentre compiono i preparativi per una festa paesana, due uomini del villaggio – due personaggi come se ne trovano nelle piccole comunità, di quelli che si danno da fare, creativi, artisti artigiani, carpentieri attori, musicisti idraulici – evocano la provincia friulana con la sua campagna, le sue macchiette, con le sue architetture rurali che proiettano ombre su

“Elvira”, Jouvet e l’arte della trasparenza

di Ilaria Moretti Si sono concluse il 18 dicembre a Milano, al Piccolo Teatro Grassi, le repliche di Elvira, regia di Toni Servillo, traduzione dell’originale Elvire Jouvet 40 di Brigitte Jaques. Il testo, con la traduzione di Giuseppe Montesano, nasce come trasposizione scenica delle sette lezioni che Louis Jouvet tenne al Conservatoire d’Art Dramatique de Paris, tra il 14 febbraio

Uno dei nostri a Utøya

di Livio Cerneca “Uno dei nostri? Avrei preferito fosse un islamico”. La contadina dirimpettaia di Anders Behring Breivik, ancora ignara che il compatriota assassino di cui sta parlando la televisione è proprio quel tipo strano che abita a due passi da casa sua, così commenta le notizie che pietrificano la Norvegia il 22 luglio 2011. Utøya, il lavoro teatrale di Edoardo

Finalmente Macbeth

di Eleonora Zeper Accade talvolta che l’interprete capisca davvero l’opera. Non è sempre necessaria una fedeltà assoluta al testo o una messa in scena tradizionale in tutto e per tutto, per quanto il pubblico in genere la gradisca, né, all’opposto, una reinterpretazione radicale che porti all’origine dell’opera stessa, al di là della sua storicità e della sua storia, come fece

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