Un calendario da perfezionare: Calendar Girls, ragazze mature con troppa personalità

di Livio Cerneca

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Donne mature della provincia inglese nude per beneficenza. Già solo il soggetto del film Calendar Girls e della sua trasposizione teatrale, in scena al Rossetti nell’edizione italiana fino al 6 dicembre, riesce a smuovere il sopracciglio anche ai più sonnacchiosi, per quanto possano far finta di niente.

Il tema vagamente malizioso affidato a belle attrici col gusto dell’autoironia è una buona premessa. Ma le trasposizioni teatrali di opere cinematografiche sono faccende complicate. Soprattutto se c’è da dirigere un cast numeroso i cui componenti hanno ognuno una spiccata personalità.

Interpreti principali di questo adattamento per il palcoscenico sono infatti Angela Finocchiaro, Laura Curino, Ariella Reggio, Carlina Torta, Matilde Facheris e Corinna Lo Castro, affiancate da Elsa Bossi, Noemi Parroni, Marco Brinzi e Titino Carrara per la regia di Cristina Pezzoli.

Ispirato a una storia vera, il copione di Tim Firth, tradotto e adattato da Stefania Bertola, traccia la vicenda di un gruppo di signore di mezza età dello Yorkshire che, scosse dalla morte per leucemia del marito di una di loro, scombinano i piani della locale sezione del Women’s Institute – un’organizzazione femminile piuttosto popolare in certi paesi anglosassoni – di cui fanno parte. Tenendo all’oscuro la loro presidentessa, che intende come ogni anno far stampare un calendario con vedute panoramiche allo scopo di raccogliere fondi, le sei amiche optano per una soluzione alternativa: posare discretamente nude mentre si dedicano alle attività agricolo-gastronomico-domestiche che caratterizzano lo spirito dell’organizzazione, e devolvere il ricavato all’ospedale locale per l’acquisto di un nuovo divano nella sala d’aspetto in memoria dello scomparso amico comune.

Si intuisce subito che da un nucleo narrativo di questo genere si riesca a far partire agevolmente una catena infinita di gag e situazioni divertenti, difficili però da rendere in maniera pienamente convincente in italiano. Calendar Girls è una commedia decisamente inglese non solo nell’ambientazione, e occorreva forse uno sforzo maggiore per mettere a punto i delicati meccanismi che dovrebbero tenere in equilibrio l’umorismo e la morte, l’erotismo e la malattia.

Il cast importante e la storia intrigante non sono sufficienti a fare di Calendar Girls uno spettacolo solido. Piccole incertezze e dimenticanze nelle entrate e nei tempi delle battute sono sempre scusabili; nella rappresentazione di mercoledì sera se ne sono succedute parecchie, abbastanza evidenti.

In qualche momento le voci erano troppo flebili, e così, mentre le prime file si facevano una risata, nelle ultime non se ne coglieva il motivo. La presenza simultanea di tutte le protagoniste in scena, mentre solo una o due erano impegnate in quel momento a interpretare alcune righe del testo, creava spesso un certo disorientamento tra le attrici stesse, che davano la sensazione di non sapere bene dove mettersi e cosa fare. Ciascuna di loro si è spesa generosamente, ma per qualche ragione sembrava mancasse l’affiatamento. Dovevano recitare la parte di vecchie amiche, eppure non si percepiva niente di più che un’intimità forzata, tiepida. L’insieme era inferiore alla somma delle parti.

Trovandoci in presenza di artiste con parecchio mestiere e di una produzione non proprio di primo pelo, l’impressione è che non ci sia stato abbastanza tempo o coordinamento per le prove, sacrificando perciò quei sottili dettagli scenici che non si notano solo se sono eseguiti perfettamente.

A difesa di questo Calendar Girls italiano bisogna ricordare che anche nelle edizioni inglesi l’adattamento per il teatro non sempre è riuscito egregiamente. La difficoltà di rendere dal vivo un lavoro costruito espressamente per il cinema è un ostacolo contro il quale ha urtato lo stesso autore Tim Firth, nonostante abbia egli stesso firmato anche la sceneggiatura del film insieme a Juliette Towhide.

Ci piacciono e ci sono simpatiche tutte le protagoniste ma, a differenza dei seni delle Calendar Girls, lo show deve ancora raggiungere la maturità.

Trieste, 1965 –

(La nota biografica minima sopra riportata potrebbe essere soggetta a lievi rettifiche nell’evenienza di inaspettate e disdicevoli circostanze)

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