Volta la carta

Trieste, autunno 2010. Il dipartimento di Storia dell’Università di Trieste, a causa dell’infausta riforma Gelmini, viene occupato dai suoi studenti. Privati di qualcosa che apparteneva loro (corsi, interi indirizzi di laurea, dipartimenti,… – in una parola: saperi), nei mesi in cui durò l’occupazione gli studenti provarono a colmare quella lacuna con incontri di approfondimento auto-organizzati: ricercatori, docenti, giornalisti, personalità della società civile, sono saliti in cattedra nelle lunghe notti di occupazione. Volta la carta.

Tra gli studenti che diedero vita a questa esperienza, una ventina decide di volerla continuare anche in seguito all’occupazione, pubblicando Charta Sporca. Il nome viene preso a prestito dall’omonima poesia di Pier Paolo Pasolini, esempio di intellettuale “inattuale”, radicalmente critico nei confronti della contemporaneità. È l’autunno del 2011, esce in poche centinaia di copie il “numero 0”. Volta la carta.

Negli anni successivi, grazie ai finanziamenti universitari, aumenta la foliazione e la tiratura del periodico e – per far capolino al di fuori dell’accademia, i cui confini iniziano a starci stretti – la testata viene registrata in tribunale. È il 2013, quando si costituisce l’associazione culturale Charta Sporca, che mira a promuovere il dibattito culturale nella città anche al di là della stampa del giornale. Volta la carta.

Prima gli incontri di poesia, poi la conferenza sulle “catene del debito” con il filosofo Pier Aldo Rovatti, poi ancora l’invito in città di scrittori come Giuliano Pavone (per parlare dell’Ilva tarantina e della sorella triestina, la ferriera) o Piero Cipriano (lo “psichiatra riluttante”); e ancora la promozione della campagna “E tu slegalo subito” contro la contenzione in psichiatria. Il pensiero critico deborda, fuoriesce dall’università e ritrova la città. Volta la carta.

Grazie ai contributi della Regione Fvg per le attività culturali nasce Letteraria. Presentiamo a Trieste la nostra selezione di “giovani” autori: Silvia Capodivacca, Tommaso Di Dio, Giulia Caminito, Claudia Durastanti, Paolo Di Paolo. Alla fine, insieme ad alcuni studenti delle classi superiori della città, alle associazioni TiconZero e La Quercia, realizziamo un punto lettura (consultabile al Polo di Aggregazione Giovanile Toti) che conterrà tutti i libri presentati al festival, insieme ad altre opere scritte da giovani autori. Volta la carta.

Marzo 2018. Il numero di Charta Sporca che stai leggendo contiene frammenti di quest’ultima esperienza. L’intervista a Giulia Caminito (pp. 2-3) e la riflessione di Tommaso Di Dio (p. 4) si snodano attorno alla problematica dello “sguardo generazionale” – definizione che viene a un tempo fatta propria e messa in crisi dalle due voci. Nella Terza Pagina (pp. 7-9) potete trovare alcuni brani tratti da La grande A di Giulia Caminito, Cleopatra va in prigione di Claudia Durastanti e Tempo senza scelte di Paolo di Paolo. Cosa ci riserva il 2018? Dipende da voi: l’esperienza di Letteraria, venuti meno i finanziamenti regionali, troverà altre modalità, sarà certo ridimensionata, ma non abbandonata.

Quel che è certo è che non avremo più modo di stampare questo periodico. Non come lo avete conosciuto finora, almeno. Stiamo infatti per lanciare una campagna di crowdfunding (qui tutte le informazioni in merito), con la quale puntiamo a riprendere la stampa in autunno. Cambierà il formato, la veste grafica, aumenterà il numero di pagine e, perciò, ci sarà più spazio per gli approfondimenti. Faremo cultura nei tempi lenti che richiede la riflessione, mentre il sito (anch’esso rinnovato) continuerà come ora le sue indagini “inattuali” verso la contemporaneità.

C’è bisogno ancora di Charta Sporca? A voi la risposta.

Puoi leggere il nuovo numero cliccando qui.

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