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	Commenti a: Lupus in Ebola	</title>
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		<title>
		Di: Gabriella Furlan		</title>
		<link>https://www.chartasporca.it/lupus-in-ebola/#comment-31</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Furlan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 13:41:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un aggiornamento sullo status della diffusione del virus:
http://www.wired.it/scienza/medicina/2014/09/23/ebola-previsioni-oms/?utm_source=wired&#038;utm_medium=NL&#038;utm_campaign=daily]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un aggiornamento sullo status della diffusione del virus:<br />
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		<title>
		Di: Gabriella Furlan		</title>
		<link>https://www.chartasporca.it/lupus-in-ebola/#comment-28</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Furlan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 12:19:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Andrea per la risposta, riflette esattamente il mio pensiero. La mia non voleva essere un&#039;invettiva anticapitalista fine a se stessa evidentemente, ma un modo per far intendere che tutto è collegato a questo mondo, dalla scelta più piccola a quella più grande. Ovvio che si potrebbe risalire alle colpe della decolonizzazione, della bestia umana, cuore di tenebra ecc. ma non avevo abbastanza spazio... Nessuno produce spontaneamente su larga scala un prodotto “gratia et amore dei” a meno che di essi non sia infuso (e a volte anche capita), sono d&#039;accordo, ma sta alle nostre istituzioni politiche e alla nostra vigilanza capire come vengono per esempio distribuiti i fondi pubblici alla ricerca. In questa fattispecie uno sforzo comune internazionale avrebbe fatto la differenza negli anni. Tutto qui. Per il resto mi associo ad Andrea, non ha senso accusare i capitalisti di capitalismo, ma ha molto senso smettere di esserne servi per forza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Andrea per la risposta, riflette esattamente il mio pensiero. La mia non voleva essere un&#8217;invettiva anticapitalista fine a se stessa evidentemente, ma un modo per far intendere che tutto è collegato a questo mondo, dalla scelta più piccola a quella più grande. Ovvio che si potrebbe risalire alle colpe della decolonizzazione, della bestia umana, cuore di tenebra ecc. ma non avevo abbastanza spazio&#8230; Nessuno produce spontaneamente su larga scala un prodotto “gratia et amore dei” a meno che di essi non sia infuso (e a volte anche capita), sono d&#8217;accordo, ma sta alle nostre istituzioni politiche e alla nostra vigilanza capire come vengono per esempio distribuiti i fondi pubblici alla ricerca. In questa fattispecie uno sforzo comune internazionale avrebbe fatto la differenza negli anni. Tutto qui. Per il resto mi associo ad Andrea, non ha senso accusare i capitalisti di capitalismo, ma ha molto senso smettere di esserne servi per forza.</p>
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		<title>
		Di: Andrea Muni		</title>
		<link>https://www.chartasporca.it/lupus-in-ebola/#comment-27</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 11:08:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo con te, credo che l&#039;obiettivo dell&#039;articolo, al di là dell&#039;invettiva anticapitalista, sia quello di far riflettere chi si trova qui, proprio nel nostro mondo, su quante occasioni abbiamo nella vita quotidiana per compiere delle scelte &quot;politiche&quot; che riguardano la nostra vita più banale e quotidiana, la nostra &quot;etica&quot; per usare una parola inflazionata ma importante. In particolare la questione degli psicofarmaci mi sembra emblematica: la loro esplosione e l&#039;abuso che molte persone ne fanno (e sono indotte a farne) è un fenomeno che può essere politicamente contrastato solo attraverso delle scelte etiche, individuali, compiute delle persone che vivono qui, nel nostro mondo (io, tu, i nostri amici e parenti). Certamente per tutta una serie di situazioni limite gli psico-farmaci sono utilissimi e non si tratta di bandirli e cancellarli dalla faccia della terra (penso a psicosi gravi, ad attacchi isterici, a pericolosità sociale, ecc.); ma è innegabile che in tutta una serie di altre situazioni (private) ci sia un congegno ben oliato, che non si può ridurre al discorso domanda-offerta, e che consiste proprio nel fatto che la domanda è &quot;pilotata&quot; (da psicologi, psichiatri, servizi sociali), mentre l&#039;offerta è enormemente pubblicizzata e ammantata di scientificità.Oltre alla denuncia del capitalismo, in effetti, servono fatti, azioni pratiche. Un esempio? Se so che gli psicofarmaci sono inflazionati, magari cercherò di sopportare e gestire il mio malessere, il mio stress, le mie fobie o la mia insonnia nervosa, senza ricorrere ad una tale &quot;offerta&quot;. Un&#039;offerta che dà dipendenza e che grazie a tale dipendenza si rende ogni giorno più desiderabile... Non si tratta di fare le anime belle, ma di proporsi a vicenda strategie e modi di essere comuni, per iniziare a cambiare piccole cose delle nostre vite, invece di raccontarci come si potrebbe cambiare un mondo il cui nuovo padrone non è che la totalità dei servi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con te, credo che l&#8217;obiettivo dell&#8217;articolo, al di là dell&#8217;invettiva anticapitalista, sia quello di far riflettere chi si trova qui, proprio nel nostro mondo, su quante occasioni abbiamo nella vita quotidiana per compiere delle scelte &#8220;politiche&#8221; che riguardano la nostra vita più banale e quotidiana, la nostra &#8220;etica&#8221; per usare una parola inflazionata ma importante. In particolare la questione degli psicofarmaci mi sembra emblematica: la loro esplosione e l&#8217;abuso che molte persone ne fanno (e sono indotte a farne) è un fenomeno che può essere politicamente contrastato solo attraverso delle scelte etiche, individuali, compiute delle persone che vivono qui, nel nostro mondo (io, tu, i nostri amici e parenti). Certamente per tutta una serie di situazioni limite gli psico-farmaci sono utilissimi e non si tratta di bandirli e cancellarli dalla faccia della terra (penso a psicosi gravi, ad attacchi isterici, a pericolosità sociale, ecc.); ma è innegabile che in tutta una serie di altre situazioni (private) ci sia un congegno ben oliato, che non si può ridurre al discorso domanda-offerta, e che consiste proprio nel fatto che la domanda è &#8220;pilotata&#8221; (da psicologi, psichiatri, servizi sociali), mentre l&#8217;offerta è enormemente pubblicizzata e ammantata di scientificità.Oltre alla denuncia del capitalismo, in effetti, servono fatti, azioni pratiche. Un esempio? Se so che gli psicofarmaci sono inflazionati, magari cercherò di sopportare e gestire il mio malessere, il mio stress, le mie fobie o la mia insonnia nervosa, senza ricorrere ad una tale &#8220;offerta&#8221;. Un&#8217;offerta che dà dipendenza e che grazie a tale dipendenza si rende ogni giorno più desiderabile&#8230; Non si tratta di fare le anime belle, ma di proporsi a vicenda strategie e modi di essere comuni, per iniziare a cambiare piccole cose delle nostre vite, invece di raccontarci come si potrebbe cambiare un mondo il cui nuovo padrone non è che la totalità dei servi.</p>
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		Di: ruben		</title>
		<link>https://www.chartasporca.it/lupus-in-ebola/#comment-26</link>

		<dc:creator><![CDATA[ruben]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 10:03:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[comprendo la frustrazione ma prendersela con l&#039;intero impianto sociale, politico ed economico occidentale per l&#039;incapacità di arginare il contagio di alcuni paesi africani, mi sembra troppo. Con questo ragionamento si potrebbe risalire alle colpe della decolonizzazione, della bestia umana, cuore di tenebra ecc.
Le aziende cattive non hanno commercializato il farmaco, vero, sfido chiunque a produrre spontaneamente su larga scala un prodotto &quot;gratia et amore dei&quot;. I venditori ambulanti fuori dai supermercati non aiutano le vecchine con le borse per spirito caritatevole ma dietro compenso. Domanda-offerta. Il capitalismo fa schifo, sono d&#039;accordo. Senza capitale non ci sarebbero le industrie farmaceutiche e quindi neanche la possibilità di produrre e vendere, ops, distribuire i farmaci.
Basta annunci, smettiamola di accusare i capitalisti di capitalismo, si rischia di diventarne complici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>comprendo la frustrazione ma prendersela con l&#8217;intero impianto sociale, politico ed economico occidentale per l&#8217;incapacità di arginare il contagio di alcuni paesi africani, mi sembra troppo. Con questo ragionamento si potrebbe risalire alle colpe della decolonizzazione, della bestia umana, cuore di tenebra ecc.<br />
Le aziende cattive non hanno commercializato il farmaco, vero, sfido chiunque a produrre spontaneamente su larga scala un prodotto &#8220;gratia et amore dei&#8221;. I venditori ambulanti fuori dai supermercati non aiutano le vecchine con le borse per spirito caritatevole ma dietro compenso. Domanda-offerta. Il capitalismo fa schifo, sono d&#8217;accordo. Senza capitale non ci sarebbero le industrie farmaceutiche e quindi neanche la possibilità di produrre e vendere, ops, distribuire i farmaci.<br />
Basta annunci, smettiamola di accusare i capitalisti di capitalismo, si rischia di diventarne complici.</p>
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