Solo Rumore – # 4

di Francesco Baldo

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Guardiamoci negli occhi, l’estate sta volgendo al termine. Il tepore del sole ormai è solo un ulteriore ostacolo all’affondare il mento nella pila di libri che occupa per intero la nostra scrivania. Esami sudati, stress psicofisico, ritorno di fiamma in aula studio: il binomio settembre-ottobre è malevolo per definizione. Io, per esempio, non so più dove andare a sbattere la testa. Ecco allora una lista di cinque dischi per ottenere un trauma cranico di qualità superiore, per sfogare un po’ di rabbia e azzannare virtualmente chi passa ancora i pomeriggi in riviera.

EAGULLS – EAGULLS
Gli Eagulls spuntano fuori dal sempre florido sottobosco musicale inglese, in particolare da Bristol, città in cui fino a pochi mesi fa vivevano nel completo anonimato. Il successo che hanno avuto è stato esplosivo e meritato, complice l’uscita del primo omonimo disco, probabilmente il miglior lavoro punk–rock-e-affini di quest’anno. Da non perdere il video del primo estratto, Nerve Endings, che come protagonista vede il cervello di un maiale mentre marcisce: si poteva fare di peggio? Forse sì, visto che per filmare il secondo estratto sono stati arrestati durante le riprese. Animaleschi sul palco dove, nonostante i perenni parka verdi a protezione del torace, qualche costa devono essersela rotta.
Brani consigliati: Nerve Endings, Possessed, Amber Veins.

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SAVAGES – SILENCE YOURSELF
Sono tutte donne, punto primo. Vestite di nero, punto secondo. Niente metal per carità, punto terzo. Le Selvagge sono un concentrato travolgente di energia e l’emblema di quello che dovrebbe essere il post punk del nuovo millennio, fatto di sapienza musicale, tecnica che rasenta la perfezione (a qualunque livello, compresa la produzione) e capacità incredibile di trasmettere le proprie emozioni nei testi. Ma dimenticate i Joy Division, i Bauhaus e le radici del movimento anni ’80: il tornado Savages ha ambizioni nel presente e il primo capitolo della loro giovane carriera sembra già un lasciapassare per l’olimpo. Zitti tutti.
Brani consigliati: Shut Up, I Am Here, Husbands.

Metz

METZ – METZ
Trio di Toronto sotto contratto con la Sub Pop Records (una garanzia nella scena alternativa da anni). La traccia di apertura del disco, Headache, dice tutto sull’album.
Brodo primordiale assordante ma di grande qualità.
Brani consigliati: Headache, Rats, Wet Blanket.

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ICEAGE – YOU’RE NOTHING
Toglietevi immediatamente dalla testa la tenerissima immagine della tigre, del mammut e del bradipo dell’omonimo film d’animazione. Gli Iceage vengono da Copenaghen, dove può fare veramente freddo, ma, più che per l’affinità climatica, il nome del gruppo sembra essere stato scelto per indicare un salto indietro di qualche era (musicale), quando c’era quella cosa chiamata punk. Dopo l’eccellente album d’esordio ‘Brigade’ (pubblicato alla veneranda età di 17 anni), i danesi danno vita a fine 2012 ad un disco incredibilmente oscuro, rabbioso e violento, così violento da eliminare qualsiasi venatura che non sia il rumore assordante. Una gioventù ribelle e spavalda che sceglie di evolversi in un muro di suoni che non lascia le meningi integre.
Brani consigliati: Ecstasy, You’re Nothing, Morals.

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JAPANDROIDS – CELEBRATION ROCK
Riprendere in mano questo pluripremiato disco del 2012 non dovrebbe essere difficile, visto che una copia dovremmo avercela tutti quanti sul nostro scaffale di casa preferito. Il duo canadese, diventato celebre dopo l’uscita del precedente disco Post Nothing, non merita una descrizione a parole, ma solo un meritato ascolto: la loro incredibile varietà di temi e suoni deriva dall’aver macerato e polverizzato ogni tipo di influenza musicale del passato. Distruggere il rock per celebrarlo in un disco che è la ‘summa’ del genere.
Brani consigliati: Younger Us, The House That Heaven Built, Continuous Thunder.

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