“EX LIBRIS. The New York Public Library” di Frederick Wiseman

di Francesco Ruzzier

La New York Public Library è la terza più grande biblioteca dell’America del Nord e una delle più grandi istituzioni del sapere del mondo. Ci sono novantadue succursali disseminate tra Manhattan, il Bronx e Staten Island frequentate da diciotto milioni di utenti e trentadue milioni di visitatori online all’anno, per una collezione di oltre cinquanta milioni di articoli e oltre venti milioni di libri.

EX LIBRIS – The New York Public Library di Frederick Wiseman esplora ed osserva il dietro le quinte dell’enorme quantità e varietà di servizi, opportunità ed esperienze che la biblioteca offre alla città e ai suoi cittadini: dalla consultazione di mappe, manifesti, manoscritti, spartiti, disegni, fotografie, lettere, testi antichi messi a disposizione in versione cartacea e digitale, ai corsi dopo scuola per i bambini e a quelli di formazione per gli adulti in lingue, cittadinanza, economia e informatica, passando per le cene di gala, le presentazioni di libri, le conferenze, gli incontri e le lezioni di ballo.

Durante i suoi 197 minuti (tre ore e diciassette minuti!), il nuovo lavoro del documentarista statunitense si sofferma, con la solita preziosissima pazienza, sulle dinamiche organizzative della struttura, focalizzandosi in maniera decisa sulle continue sfide che la NYPL deve superare per rimanere un punto di riferimento culturale per i suoi utenti. In questo senso, ciò che colpisce di più, ciò che salta maggiormente all’occhio durante la visione, è che, durante i suoi 197 minuti (tre ore e diciassette minuti!), Frederick Wiseman decide di non inquadrare, e quindi di non mostrare, una sola persona prendere in prestito un libro.

Quindi, ricapitolando, in EX LIBRIS – The New York Public Library siamo nella terza più grande biblioteca dell’America del Nord, novantadue succursali, diciotto milioni di utenti e trentadue milioni di visitatori online all’anno, una collezione di oltre cinquanta milioni di articoli, oltre venti milioni di libri e, in 197 minuti (tre ore e diciassette minuti!), non si vede una sola persona prendere un libro in prestito? Esatto.

L’idea di biblioteca che Wiseman vuole trasmettere con il suo ultimo lavoro è infatti ben lontana dallo stereotipo classico che tutti abbiamo in mente: ciò che preme di più raccontare al regista classe 1930, è il ruolo che un centro culturale così imponente e articolato deve (e cerca di) assumere oggi, in un mondo in cui praticamente qualsiasi contenuto artistico prodotto dall’umanità può essere a portata di click di chiunque, in ogni luogo e momento della giornata. La risposta ci viene fornita, anzi mostrata, attraverso le più svariate attività e servizi che la NYPL offre ai suoi utenti e che Wiseman ha saputo cogliere e catturare con il suo lavoro da osservatore. Con il passare dei minuti impariamo così a vivere uno spazio che prima di ogni altra cosa restituisce un’idea di cultura collettiva e condivisa, che adattandosi all’era di internet e della rete, “abbandona” le pratiche di studio individuale per lasciare spazio a incontri, presentazioni, corsi di approfondimento e formazione. Un’idea quindi di cultura in movimento, adattabile alle situazioni e alle esigenze, capace di creare cooperazione e interazione tra le persone e soprattutto in grado di trasmettere cultura creando costantemente “fame” di sapere con contenuti diversi. In quest’ottica Wiseman impiega il tempo necessario per raccontare di come ognuna delle novantadue succursali sia capace di stringere un legame profondo con il territorio, adattandosi alle esigenze delle diverse etnie che abitano i vari quartieri.

Ed è proprio mostrandoci gli spazi, le attività e gli incontri che EX LIBRIS – The New York Public Library regala allo spettatore la meravigliosa, quasi utopica, immagine di uno spazio che riflette pienamente lo spirito cosmopolita e sfaccettato di una città come New York, indipendentemente da quella che è l’ideologia politica al comando. Accessibile e aperta a tutti, la NYPL esemplifica la convinzione americana, profondamente radicata, del diritto degli individui a conoscere ed essere informati che oltre ad essere un’istituzione della cultura, diventa in quest’ottica anche un punto di riferimento di democrazia: tutte le etnie e le classi sociali partecipano infatti attivamente alla vita e al funzionamento della biblioteca che, a sua volta, stimola l’apprendimento, fa progredire la conoscenza e rafforza le comunità. Così, lo stile corale del racconto di Wiseman diventa indispensabile per poter spaziare, mettendole sullo stesso piano, fra le varie zone della città (e le persone che le abitano), dalle più abbienti a quelle maggiormente popolari, e modellando in questo senso il proprio cinema all’idea di democrazia che sia la NYPL che il film ad essa dedicato cercano di trasmettere.

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