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Radio Days #1

di Alina Tomasella TOP FIVE – HORROR VACUI POST LAUREAM, OVVERO: COME HO IMPARATO A NON PREOCCUPARMI E

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Dalla massa alla moltitudine

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di Cristiano Carchidi Grammatica della moltitudine è un breve saggio di Paolo Virno, nato dalla trascrizione di un seminario tenuto all’Università della Calabria nel 2001. Definita dal suo stesso autore come “anfibia”, quest’opera valorizza – fin dal titolo – il concetto di “moltitudine”. Quella di “moltitudine” è infatti, nella logica di Virno, una categoria fondamentale per provare a inquadrare le

“Neruda” di Pablo Larraín: vivere attraverso il racconto

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di Francesco Ruzzier Il ruolo del poeta è da sempre stato quello di riuscire a dare i nomi alle cose, di raggiungere e trasmettere con le parole dei concetti e degli stati d’animo in maniera talmente potente da renderli immediatamente reali. È questo il meraviglioso pensiero che sembra volerci regalare Pablo Larraín con il suo Neruda: un biografico tutt’altro che classico,

“La fine dei vent’anni” di Francesco Motta (Woodworm, 2016)

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di Alina Tomasella Francesco Motta esce dalle quinte del Miela saltellando come un ragazzino al luna park, si avvicina al microfono con fare un po’ nevrotico ed inizia a cantare, mentre la batteria di Cesare Petulicchio (Bud Spencer Blues Explosion), le tastiere di Leonardo Milani e la chitarra di Giorgio Maria Condemi (Spiritual Front, BRÖNSØN) stanno già battendo i primi

Voglio un pettine

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di Silvia D’Autilia Lunedì 2 Maggio, Ugo Guarino è morto a Milano a 89 anni. Con questo testo, nella concomitanza della sua scomparsa, vorrei fornire un breve commento degli effetti artistici, delle domande e delle suggestioni che alcune sue opere hanno prodotto. Non si tratta di una rievocazione del passato che oggi confligge con la sua morte, ma di una

“Ritorno a Miramar”, spassoso universo parallelo asburgico

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di Livio Cerneca A Trieste è in corso di rappresentazione uno spettacolo pessimo. Noioso, snervante, deprimente, interpretato da attori che non sarebbero riusciti a passare le selezioni neanche per esibirsi con una filodrammatica da oratorio per la festa del santo patrono rionale, è decisamente più di quel che un triestino possa tollerare. Sì, la campagna elettorale per le amministrative è una

Creature meccaniche mutanti e giocolieri spettinati: le Cirque Invisible

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di Livio Cerneca La prima grande illusione di cui si è vittime, assistendo al Cirque Invisible di Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierrée, è che tutto appare anche troppo semplice. Dopo una decina di minuti e altrettanti cambi di costume, in un alternarsi rapidissimo di giochi di prestigio esilaranti, trasformazioni mimiche e danze oniriche, si precipita ancora restando intrappolati nel