Tag Archives: poesia

L’energia dell’inerme: la poesia e continuità fra le generazioni

di Tommaso Di Dio Diciamolo subito: in poesia non esiste una cosa come un “giovane poeta”. C’è semmai un’età della scrittura e un’età dello stile, ma non sono cose che si ritrovano sulla carta di identità. “Giovane Poeta” o “Anziano Maestro” sono categorie sociologiche, merceologiche, cose che si dicono così per dire: nulla di serio, insomma. La poesia è piuttosto

Fabio Michieli: dieci anni di “Dire”

di Alessandra Trevisan È un anniversario quello che Dire, raccolta poetica di Fabio Michieli edita dall’Arcolaio nel 2008, festeggerà quest’anno: dieci anni di senso, manifestati con l’attitudine di chi pondera il proprio “mostrare” a piccole dosi. Le “gocce” che l’autore regala (con fotografie di Anna Toscano) trovano ragione nell’etimologia del verbo consapevolmente posto come titolo; non “imposto” ma pensato, scelto

Chandra Livia Candiani. “La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore”

di Francesca Ruina La poesia di Chandra Livia Candiani è uno “strappo da cui colano le parole”, una ferita che sanguina bellezza, uno squarcio di tremenda e dolcissima umanità. “Come una piuma che accoltella la mano”, le parole di Livia cadono sul foglio, pesanti come un urlo senza voce, leggere come un sogno appena immaginato. Sono partenze non partite, scali

Terza pagina #10. “Per Os”

Pubblichiamo quattro testi da Per Os, nuovo lavoro di Fabio Orecchini, uscito il 7 novembre per le edizioni Sigismundus. L’opera, dall’impianto fortemente poematico, prende spunto dalla situazione post-sisma dell’Aquila, uno scenario individuato come allegoria delle molteplici forme di crisi – sociale e politica in primis – che stiamo attraversando. Per Os è la parte testuale di un’opera intermediale e performativa,

Terza Pagina #7

La frutta La frutta sopra al frigo non aspettava che dormissi per marcire e render vana l’analessi quotidiana sullo schermo del PC Le due o le tre su un seggiolino la notte lì conserta acquiesceva era il rumore del frigo a rifare quel corridoio tra un amore smorto e il suo storto espirare. — Luce inferta, inviperita alle caviglie propria

Terza Pagina #6

di Francesco Terzago Sembra che le spalle siano tirate verso l’alto e che il petto si distenda e che dentro si possa trovare spazio per tutto quanto, per la serenità. Che la schiena salga su dritta – che, per un momento, il dolore, lo sfinimento, la mancanza lascino la pelle – le colline si sono chiuse su di noi, questo

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