Io sono il virus

di Piero Cipriano

Stanotte ho sognato il virus. O meglio, non l’ho visto in faccia, ho sognato di ricevere una telefonata al lavoro, ma invece di uno dei soliti angosciati dal vivere quotidiano, convinto che io abbia la formula magica per svoltargli l’esistenza, non lo sa che siamo nella stessa barca, che siamo pellegrini allo sbaraglio nello stesso viaggio, naufraghi dello stesso mare ora calmo ora volubile e chi crede di saper nuotare da un momento all’altro affoga chi teme da un momento all’altro di affogare e grida tutto il tempo aiuto dio mio aiuto magari tira a campare per un altro mezzo secolo, insomma stavolta non era l’uomo in pericolo che mi chiamava, che chiamava allo psichiatra in rivolta che avevo messo in scena negli ultimi anni, no, era lui, proprio lui, era il virus. Così ha detto, dottore, posso disturbarla? Se posso disturbarla ci sentiamo per telefono, se no magari posso venire a cercarla direttamente nella sua gola nei suoi bronchi dopo esser passato giù per la sua trachea nei suoi bronchioli nei suoi alveoli dopo la vengo a cercare sotto forma di una intrattabile polmonite interstiziale, è insidiosa sa? Ma facciamo che per ora ci parliamo solo per telefono, è solo un abboccamento questo, un primo saluto, un modo per diventare, perché no?, amici, innanzitutto: come sta?
Lo so che in questi giorni lei è meno angosciato della maggior parte dei suoi colleghi umani, ha già iniziato il processo che la porterà a morire e non mi teme, non capisco invece tutto questo timore da parte degli altri, porto morte è vero ma vi ho portato la vita, eoni fa, viaggiai a bordo di stelle comete e polveri cosmiche, come credete che uno sputo di DNA sia arrivato fino a voi, come credete che quella brodaglia magmatica di pianeta all’improvviso abbia preso vita? Per intervento divino forse? Forse. Ma anche no. Per intervento mio, arrivai io e voi conosceste la vita, milioni di anni, e il mio DNA passò da un organismo vivente all’altro, quasi tutti i viventi si sono già estinti e voi, con centomila anni scarsi di vita Sapiens, credevate davvero di essere eterni? Di cavarvela? Di farla franca? Non vi estinguerete stavolta e neppure la prossima, ma accadrà, la vostra intelligenza che credete formidabile non vi salverà dalla materia oscura, che è il posto dove tutto va a finire.
Ma fatto questo preambolo, necessario. Veniamo a noi. Direi che a questo punto possiamo senz’altro passare al tu. Siamo parenti, in fondo, ti sono antenato, abbiamo detto. Devi dire agli umani, e trova tu il modo, che la colpa non è mia, che il problema non sono io, che è falso continuare a raccontarvi che andasse tutto bene che eravate al top all’apice della vostra carriera evolutiva e sono arrivato io, il guastafeste, il cigno nero, non è così, io non nasco dal nulla e soprattutto non sono venuto a sconvolgere una società perfetta, non eravate affatto perfetti e io sono il virus che uccide anzi no non uccide ma tramortisce i dinosauri imperfetti che siete diventati. Dinosauri? Sì dinosauri. Un cervello rettiliano che avevate messo dentro la scatola cranica appena ingentilito dal vostro cervello emotivo limbico a sua volta imbrigliato dall’auriga della vostra formidabile corteccia cerebrale, una corteccia che non s’era mai vista così voluminosa, su questo pianeta, eppure con tutta la sua pappa di neuroni non ce l’ha fatta, lo stesso siete rimasti rettili, siete i soliti figli dei dinosauri e, come loro, sparirete. A meno che. Come altro chiamarvi? In nome di quest’entità assurda che è il vostro nuovo dio – l’economia o meglio la finanza – avete seppellito i vostri vecchi, invece di farne monumento, di venerarli come antenati, come coloro che stanno per fare il grande passo, coloro che finalmente passano all’altro mondo, il vero mondo dicevano gli gnostici, ma voi che ne sapete degli gnostici dei catari degli ermetici degli alchimisti degli sciamani di tutti i tempi, sapete solo accumulare beni con cui non sapete cosa farci, all’altro mondo i vostri beni non è possibile portarli, i vecchi dicevo, che sono i vostri veri beni, li avete seppelliti anzitempo nei loculi per vecchi pisciasotto, ospizi cronicari residenze oppure affidati ai paria del ventunesimo secolo i badanti che badano ai vostri vecchi come un tempo i villani vi badavano le piante o gli animali. Credete nella religione della scienza e nella sotto-religione della medicina eppure il suo tempio l’ospedale l’avete ridotto a un colabrodo, riducendo i posti i letti gli operatori, i medici devono superare test impossibili per diventare medici perché lo scopo non è curare le persone ma essere casta e la casta deve essere ad accesso limitato come limitati devono essere i respiratori, aveste avuto i posti nelle rianimazioni, 1000 ogni 100.000 di voi invece dei 300 ogni 100.000, e vedevate che non c’era bisogno di disperarsi che i posti non ci sono e non avreste dovuto scegliere chi salvare, salvare i quarantenni e mandare a morte gli ottantenni. Avete voi umani estinto popoli e estinto piante, in nome delle vostre mono-razze e delle vostre monoculture. Milioni di specie sul pianeta e a voi ne basterebbero poche decine, piantereste solo patate mais soia mucche e maiali, il resto non serve, ottusi, ma sapete quanti tipi di virus siamo? Siamo un esercito e non avrete antibiotici o anti-virali per farci fuori. Siamo parassiti? Dite? Viaggiamo sui vostri aerei seguendovi nei vostri spostamenti commerciali import export Italia Cina? E chi ce lo può impedire? Non abbiamo bisogno di passaporti, nessuna flotta della marina militare è capace di affondarci né nel mar Mediterraneo né nell’oceano Atlantico, abbiamo attraversato le galassie a dorso di polvere di stelle, figuriamoci se ci mette paura il muso duro di uno dei vostri Trump o Putin o Bolsonaro o Salvini o Johnson. Scusami che finisco di ridere.
Parlo con te perché ti ho sentito in qualche misura un po’ mio amico. Ti ho sentito non del tutto spaventato. Indossi la mascherina per non spaventare gli altri ma in fondo in fondo tu lo sai che il contagio passa per altre vie e pure se io penetrassi nelle tue narici tu lo sai che l’infezione e la morte passa per altre vie ancora, sei diventato un mistico negli ultimi tempi, lo so, lo sei diventato giusto in tempo per salvarti e perciò ti parlo col cuore in mano, ammesso che un virus abbia il cuore, permettimi quest’espressione iperbolica, ma non credere che tu non sia colpevole come tutti gli altri. Sei un colpevole che si è svegliato un secondo prima della fine. E l’hai capito giusto in tempo chi governa il mondo, credevi che fossero i potenti del mondo Trump Putin Erdogan, ora lo sai che invece siamo noi a governarlo, un frammento di DNA, i virus, i batteri, e io, in quanto loro rappresentante, ti dico che non è il caso adesso di prendersela coi capi, non ve la caverete tagliando loro la testa, niente giacobinismi, siete stupidi quanto loro, ti ha fatto comodo essere governato da loro, poter dire non è certo colpa mia se i vecchi sono negli ospizi se i poveri sono nelle strade se i migranti sono nei centri di detenzione se nelle carceri ci sono i più miserabili è colpa loro non mia, stupidi, siete stati degli stupidi, sette miliardi di stupidi, se ne salva qualcuno, qualche asceta, un po’ di pazzi, un branco di mistici, tutti gli altri siete tu compreso siete degli stupidi irresponsabili.
Quanto tempo volevate, volevi, andare avanti con questi vostri rituali, abitudini, tiritere? Dovevo arrivare io per mettere fine all’assurdo traffico aereo al pernicioso elettromagnetismo delle reti telefoniche tutti in contatto con tutti quando eravate già da tempo degli schizoidi degli hikikomori degli autistici con l’obbligo della socialità, la pantomima della democrazia con elezioni che non convincevano più nessuno, questo gioco delle parti, mi candido in nome del popolo italiano, il popolo degli stati uniti d’America… ma chi ti credeva? Gare olimpiadi campionati calcio calciatori gladiatori pagati mille volte un medico ora chiamate Francesco Totti o Messi al capezzale di vostra madre, scuole ammassati dentro come bestie, scuole da raggiungere con le metropolitane stipate un carro bestiame, fabbriche uffici officine un mondo di zombie automi robot, era tutto diventato obbligatorio e pleonastico. Ma non siete contenti del mio intervento? Non siete felici di questo stato di necessità a cui vi ho costretti? Non vi sentite liberati di tutte queste convenzioni che vi riempivano la vita senza lasciarvi il minimo tempo per pensare? A chi eravate. A cosa cazzo stavate facendo in questa vita. Attenzione: i governanti pensano di avervi fregati con l’arresto obbligatorio, con il trattamento sanitario obbligatorio. Si sbagliano di grosso, gli ottusi. Perché si stanno fregando loro. Se solo lascerete un po’ spenta la televisione o lo smart phone, se solo riusciste a stare qualche ora in compagnia di voi stessi, potreste impazzire lo so, ma se non impazzirete io dico che ne vedremo delle belle. Poveri governanti. Poveri loro. Povere le loro budella.
Ma ti rendi conto dell’opportunità che ti ho dato? Finalmente vivere 24 ore su 24 nella casa che tu hai scelto che costruisti con le tue mani (si fa per dire ovviamente) coi tuoi cari. Potrai finalmente imparare ad amare tuo figlio o odiarlo. Tuo marito o buttarlo fuori, ma fuori dove? Nel niente. Ci saranno degli incidenti, ma questo è inevitabile, a Roma un ragazzo guardava la tv con sua madre, all’improvviso la lite la sgozza la decapita, povera donna. Questo si moltiplicherà in fretta nelle famiglie di tutto il mondo. Il coltello di Occam farà chiarezza nei rapporti. Era facile stare insieme senza vedersi mai, nevvero? Un anno intero solo buongiorno e buonasera, vedersi una settimana o due nelle vacanze estive anche lì con la fretta di tornare al lavoro alla routine alla corsa alla fuga in avanti senza sosta senza fermarsi mai ora sei obbligato a stare fermo!
Il lavoro – non dico per te, che per un po’ il tuo mestiere di psichiatra ti sarà ancora utile dopodiché sarà uno dei primi a sparire, inventati già da ora che cosa fare – non c’è. È diventato inutile la scuola non c’è è diventata inutile, lo svago non c’è sto dimostrando che tutto ciò che credevate indispensabile vi è inutile, cinema teatro concerti aperitivi librerie passeggiate corsette bagni al mare discoteche tutto, tutto inutile. Puoi interrompere tutti gli obblighi, d’altra parte, pagamenti tasse bollette affitti manutenzione dell’auto tutto ciò che reggeva quella cosa che non capivate cosa fosse, l’economia, non esiste più, anche l’economia non esisterà più, liberi, si ritorna alle quattro operazioni e al conto della serva, o del servo, ma il servo siete voi, ognuno ora è servo di se stesso, vedete che genio che sono nonostante le mie pochissime basi di Adenina Timina Guanina e Citosina (o Uracile se sono di RNA, lo so che siete pedanti, ma lo sarete ancora per poco). Vi ho liberati dell’economia. Addio Tremonti addio Lagarde addio Draghi. Pure voi, inventatevi qualcosa da fare.
Per cui, caro amico, fatti portavoce di questo mio breve messaggio, non ho intenzione, per ora, di uccidere né te né più persone di quelle che mediamente ogni anno muoiono (farete i calcoli a fine anno e vedrete che tutto sommato si andrà in pareggio) ho intenzione di uccidere però questa vostra insostenibile civiltà del cazzo. Sono venuto per restituirvi un po’ di pensiero. Non l’avevate più. Ora, il vostro ritiro domestico, vi consentirà di farvi delle domande, a cui io risponderò.
Come dici? Chi sono io? Pensavo di essermi presentato. Io… non sono il virus. Io sono l’angelo sterminatore.

2 Commenti

  1. Abbiamo creato una società che ha la prerogativa (e deve farlo) di allontanarci dalla Natura e dunque da noi stessi, figli delle piante, dei batteri, dei dinosauri e di polvere cosmica più o meno intelligente.

    Perpetriamo, perennemente incazzati con il mondo e con i nostri simili con il tipico sguardo da pesce lesso che ci contraddistingue, in questa era neo-paleolitica, di chi dentro alla testa ha solo il vuoto pneumatico, in ogni attimo della giornata, sempre e senza sosta, dinamiche sociali che ci impediscono di guardarci dentro e comprenderci e che contribuiscono ad isolarci anche da noi stessi.

    Siamo diventati cadaveri viventi, con in testa solo emozioni di plastica, incapaci di guardare il cielo e di far battere il cuore, oramai totalmente calcificato. E ingessata è diventata pure la nostra anima.

    Tutto si poggia sull’avere. Il mio rapporto con la moglie, con i figli, con il mio lavoro, ogni cosa e ogni relazione deve avere un tornaconto personale, un rientro, un vantaggio, un opportunità. E nascono così le risorse. Le risorse umane, ambientali, energetiche, economiche..

    Poche le voci fuori dal coro, siamo dentro e dentro dobbiamo restare! Guai a chi esce, per chi va fuori, come da casa sua così come dal seminato, sarà la fine!

    E allora stiamo dentro (a “guardare” le tv e gli smartphone)!
    E state attenti a fare qualcosa che non sia approvato, certificato, riconosciuto, legalmente e moralmente riconducibile alle linee guida internazionali! Guai! Il Babau, Belzebù, oppure peggio ancora uno di questi nuovi sceriffi o governatori regionali che dir si voglia, con i loro sgherri vi verranno a prendere e vi faranno tanto male, ma così tanto che non si può dire e nemmeno pensare.
    Si rischierebbe infatti di andare …fuori!

    Abbiamo raggiunto il limite massimo di cristallizazione della nostra società, noi non possiamo più nulla, arrivati a questo punto al Sistema non resta che rompere i legami atomici che ne costringono la forma, per liberare l’Amore che noi abbiamo imprigionato.

    Quello di oggi era “solo” l’angelo sterminatore, forse ci dovremmo preoccupare di più dei sette angeli e del contenuto delle loro sette coppe d’oro, che come furie stanno galoppando verso di noi.

Rispondi a Davide Marchi Annulla risposta

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*