Un’altra Storia della sessualità. Call for articles

La Storia della sessualità non è la storia di come le persone hanno fatto l’amore nel corso dei secoli; è piuttosto la storia di un’idea, del concetto attuale che abbiamo di quella strana parola e di quella forma del rapporto con se stessi che chiamiamo la sessualità. Nel primo volume della Storia della sessualità, La volontà di sapere, Foucault ha mostrato come questo concetto abbia in realtà una storia e una vita sorprendentemente più brevi di quel che solitamente si immagina, come i suoi natali non siano esattamente “nobili” né emancipatori, e come anzi siano legati al discorso medico-psichiatrico e alla nascita della società disciplinare. Sostituendosi nel corso del Settecento al precedente concetto cristiano di “carne”, la sessualità è nata all’incrocio di diversi e stratificati fenomeni politici, economici e storico-sociali, che intersecano la confessione cristiana (e poi quella medico-psichiatrica), la nascita delle istituzioni disciplinari (fabbriche, moderni ospedali, scuola, prigioni), le trasformazioni della famiglia inerenti all’avvento del dominio della borghesia come classe, le tecniche di governo e gestione delle popolazioni, la maturazione dello Stato capitalista e le trasformazioni che esso introduce a livello del diritto, della penalità e della morale civile.

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Durante questa primavera abbiamo dato vita (con gli amici di Link Trieste) a tre incontri seminariali di approfondimento e discussione intorno al lavoro di Foucault sulla Storia della sessualità. L’obiettivo di quei seminari, che ci piacerebbe riproporre in questa call e nella rubrica che inauguriamo sul sito, era di mettere al lavoro le modalità di ricerca e indagine intorno alla sessualità proposte da Foucault: non fare la messa cantata, o limitarci a fare gli stanchi ripetitori, del suo pensiero. Il lavoro collettivo che abbiamo svolto nei seminari, e che vi proponiamo in questa call, è quello di costruire una ricerca collettiva e multidisciplinare intorno alla nostra odierna idea di sessualità, indagandone poi la storia a tutti i livelli del sapere: discipline psy, antropologia, letteratura, scienza, filosofia, teoria politica.

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Alcuni esempi. Si può analizzare il modo in cui la sessualità è trattata oggi nelle istituzioni neoliberali (scuola, lavoro, salute, ecc); analizzare la storia recente dei discorsi che negli ultimi decenni hanno modificato il rapporto dei soggetti con le proprie pulsioni e con la propria identità di genere; studiare le trasformazioni che hanno interessato in tempi recenti la sessualità infantile, quella adolescente o quella anziana. O ancora, si può approfondire in modo comparato lo scarto sempre più ampio che è venuto a crearsi tra la produzione di sapere sul sesso (e la petizione di verità intorno a noi stessi che esso pare implicare), e le pratiche erotiche concrete attraverso cui ognuno e ognuna si trova confrontato con il piacere proprio e altrui. Le analisi possono prendere spunto dall’arte, dalla letteratura o dalla filosofia, da fatti di cronaca o da esperienze personali o private; possono pescare nella storia più lontana, e partire da pratiche ormai estinte, per poi avvicinarsi alle soglie del presente, o a rovescio porre delle questioni di scottante attualità per poi provare a ricostruirne la micro-storia.

La speranza è quella di far emergere, da ognuno di questi lavori, un micro-frammento di questa Storia della sessualità, con lo scopo politico di contribuire da protagonisti alle sue incessanti trasformazioni. Tutto ciò, infine, con un ultimo esplicito obiettivo, che ha guidato anche le ricerche foucaultiane: rimettere radicalmente in discussione che, nel sapere intorno al nostro sesso, alla nostra sessualità e al nostro desiderio, risieda una qualche verità ultima su noi stessi e sulla nostra identità.

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Le prime uscite della rubrica (dal titolo Storia della sessualità, e che potrete trovare sul banner laterale della home) sono già programmate, e ospiteranno intanto interventi di alcune delle persone che hanno protagonizzato i seminari. Nel frattempo, ci piacerebbe ricevere le vostre proposte, e discuterle insieme.

*Potete inviare a redazioneweb@chartasporca.it delle proposte sintetiche (max 1000 battute), da discutere e valutare poi insieme, entro il 15 ottobre.

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