Articoli

Orientarsi tra le rovine. Le Backrooms e l’estetica degli spazi vuoti

di Edoardo Quercia Sono uscito dal cinema dopo aver visto The Backrooms con una sensazione difficile da descrivere.  Non era paura. Non era nemmeno nostalgia, almeno non nel senso abituale del termine. Era qualcosa di più ambiguo. Avevo...

Rovelli vs Wittgenstein

di Francesco Bercic L’accostamento tra l’ultimo libro di Carlo Rovelli e il pensiero di Ludwig Wittgenstein sorge quasi spontaneo. A parte le numerose citazioni del filosofo viennese alle quali attinge...

Nietzsche a Udine: il Friuli non ringrazia e non perdona

di Davide Pellegrini Il problema dell'altra origine del "buono", del buono come lo ha concepito l'uomo del ressentiment, esige la sua risoluzione.  Che gli agnelli nutrano avversione per i grandi...

Notti crumire. Vita, morte e altre sciocchezze del Dottor Zagabria

Dietro tende di cotone Amina consuma una notte insonne; arringhe e dibattimenti le tolgono via il riposo dagli occhi. Occhi crumiri, avrebbero lavorato anche quella notte nel buio della...

“Altri Neri”. Vedo nero – Fra cecità e sparizione

di Christian Negri Nel 2007 ha fatto scalpore negli ambienti culturali lariani il caso dello scrittore, poeta e artista lecchese Renzo Bolis. Dopo due sole settimane dall'uscita del suo Canzoniere...

Ciò che precede

Appunti intorno a Finché la vittima non sarà nostra di Dimitris Lyacos di Andrea Carnevale La tempesta primordiale L’Angelus Novus di Klee è per Benjamin la figura della storia che avanza inesorabile, sospinta dalla tempesta primordiale, e distrugge inevitabilmente ad ali spiegate ogni cosa. Il suo volto guarda all’indietro, capace solo di...

I Diari del Dottor Zagabria: Paziente #5. “Finocchi”

Come le radici di finocchietto nella sabbia di arenaria, una morte prematura segna in una giovane madre profondi solchi. Le fa da cornice un paese che, non potendo fare altrimenti, continua ad andare avanti tra tradizioni, litanie e convenevoli. Ciò che rimane, scivolato via da file di denti stretti, è un...

Conversazione (im)possibile con Frantz Fanon su fame, violenza e decolonizzazione

di Andrea Muni *Le risposte di Fanon sono tratte e montate da I dannati della terra, Einaudi, Torino 1962 ** Il testo è uscito sul nostro numero cartaceo annuale "Fame"(n.36), Le Lettere Scarlatte, Trieste 2024. Lo pubblichiamo online nel giorno del centenario della nascita di Frantz Fanon AM: Frantz, nel tuo libro...

Terza Pagina. “Requiem per Cavana”

di Collettivo Gioir sul disagio La nostra linea dirittaCorre in mezzo al neroMentre attraversiamo città muteCome fantasmi della trasgressioneSoli in un abbraccio disperatoSoli nello scherzo alla vita «Libri e prostitute amano girare il dorso quando si mettono in mostra» Cavana, puttana gentrificata. Piangiamo l’oblio della Cavana postribolare, della piccola malavita, delle bobe,...

Il gallo non canta di Rita Filomeni

Scrivevo allora … In questi giorni di silenzio internazionale su quanto sta accadendo in Medio Oriente, il senso di vergogna non dà cenno neppure di un fastidio. Non mancare il primo colpo, forse, nonostante tutto, è ancora il gesto della poesia: sola, nei giorni del nulla, si alza in piedi, rompe l’argine dell’indifferenza:...

I Diari del Dottor Zagabria: Paziente #4. “Holy Locals”

ll vecchio guardiano di una palestra triestina ricorda, grazie a una crema antirughe, di quando bastava qualche segno di vernice per terra a decretare un pezzo di terra come proprio. In una Barcola già infastidita dal turismo balneare di massa, in mezzo ai sampietrini e alle vecchie sudate, sul...

Altri “fantasmi”. Il responsorio del vuoto

di Alessandro Bernardini Ahimè! Come afferrare un fantasma? Fossero anche sei uomini, non prenderebbero un fantasma. È per questo, per questa mancanza di tatto, che noi siamo senza amore, senza amicizia. Apollinaire, L’Incantatore Putrescente Se non si può attraversare il fantasma, né tanto meno afferrarlo, bisognerebbe precisarne la consistenza, la dimora. Se...

Tombare i sottopassi

di Sara Nocent Sono in un caffè di Trieste con un paio di amici: parole sparse, tre tazzine sul tavolo e una copia del giornale locale nell’angolo. La ignorerei, se non fosse che uno dei ragazzi è un giornalista e mi ha messo una certa curiosità. Mi attira una foto...

I Diari del Dottor Zagabria: Paziente #3. “Linea 6”

Essere magicamente in grado di riconoscere i controllori in borghese sugli autobus: per analizzare la nascita di questa fantasia seguiamo il nostro paziente dentro un fitto sottobosco nel quale foglie di Leccio, sedimentate su sé stesse, e su sé stesse cristallizzate in poltiglie acquitrinose, creano l'humus di una malcelata...

Il ritorno dei Niet al teatro Miela di Trieste

di Mitja Stefancic Forse incidentalmente o forse nemmeno tanto incidentalmente, gli sloveni Niet hanno scelto una data pregna di significato, quella del 25 aprile 2025, per ritornare a Trieste a quarant’anni dalla prima performance in terra giuliana. Una delle band più osannate del movimento culturale alternativo sloveno, che continua tuttora...

Altri “Fantasmi”. Animare il perturbante – La Stop Motion al Museo del ‘900 di Mestre

di Ludovica Lancini La stop motion è una tecnica complessa e affascinante, che nel nostro Paese non ha forse ancora ricevuto tutta l'attenzione che merita. A rilanciare lo specifico interesse per quest'arte ha pensato il collettivo veneziano Quarta Parete, dando vita al primo festival internazionale interamente dedicato a questo genere...

Benvenuti nella civiltà del paradosso del mentitore

di Slavoj Žižek La verità soggettiva si contrappone alla verità fattuale in modo analogo all'opposizione tra isteria e nevrosi ossessiva: la prima è una verità sotto forma di menzogna, la seconda una menzogna sotto forma di verità *** Il cosiddetto paradosso del mentitore ("ciò che sto dicendo è falso"), è stato discusso...