Articoli
Il cinema come esperienza collettiva. Intervista a Vida Skerk
di Haron Zeriali
Vida Skerk, classe 1998, è una regista triestina, italo-slovena-croata, che ha partecipato con i suoi cortometraggi alle ultime due edizioni del Festival di Cannes e alla scorsa edizione del Trieste Film Festival. Si è laureata alla National Film and Television School di Beaconsfield, vicino a Londra, e...
Solarpunk. Una breve guida alla decolonizzazione del Sole
di Alessandro Sbordoni
Il seguente articolo, già apparso in inglese il 20 aprile 2026 sulla rivista "Blue Labyrinths" e tradotto dall'autore, è la trascrizione rielaborata di una conferenza organizzata dall’Università...
Don Diego o dell’esuberanza
di Pier Francesco Corvino
Durante alcuni lavori di ammodernamento in una hacienda nei pressi di San Juan Capistrano è stato rinvenuto, occultato in un'intercapedine, un quaderno rilegato in pelle bovina,...
Il mio viaggio in Culonia
di Iuliu Gădrossu
Scampoli di guide performanti rosicchiate nel dormiveglia aeroportuale che impongono dodici monumenti, sei musei, qualche Starbucks, la geolocalizzazione, il tramonto visto dal punto giusto e almeno una...
Orientarsi tra le rovine. Le Backrooms e l’estetica degli spazi vuoti
di Edoardo Quercia
Sono uscito dal cinema dopo aver visto The Backrooms con una sensazione difficile da descrivere. Non era paura. Non era nemmeno nostalgia, almeno non nel senso abituale del termine. Era...
Call for writers per il nostro nuovo numero: “Nero”(n.38)
Il sole ama esclusivamente la notte, e dirige verso la terra la sua violenza luminosa - verga ignobile, ma è incapace di raggiungere lo sguardo o la notte, nonostante le distese terrestri notturne si orientino di continuo verso l'immondizia del raggio solare. (G. Bataille, L'ano solare)
Non capita spesso di...
Il profumo del popolo: Pasolini, Asor Rosa e il processo per Ragazzi di vita
di Domenico Pierro
Premessa
Leggendo il dialogo tra Pasolini e il magistrato, durante il dibattimento giudiziario, all'interno dell'aula di tribunale, ho intravisto una certa operazione infamante, sottaciuta e ambigua, volta a screditare il valore dell'opera e ancora di più la persona dell'autore. È un'infamia sottaciuta, perché nell'Italia degli anni Cinquanta è scandaloso che...
Nietzsche. Una lettura
di Antonio Francesco Perozzi
0.
Premessa: ciò che segue non è un ragionamento sulla filosofia. Innanzitutto, per il fatto che non sarei in grado di mettere insieme qualcosa che – qualsiasi perimetro si attribuisca al termine – possa dirsi filosofico. Ma, ancora più importante, nel senso che ciò che segue non...
La lingua che accade. Su “Popoff” di Graziano Gala
di Antonella Angelini
Molti libri ambiscono a raccontare storie. Alcuni riescono a farlo, e anche bene. Pochi, leggendoli, danno la sensazione che stia accadendo qualcosa. Di questi, quasi nessuno insinua il dubbio pruriginoso che le parole, le nostre parole, possano non essere adeguate a dire cosa sta accadendo.
"Popoff", l’ultimo libro...
Ciò che precede
Appunti intorno a Finché la vittima non sarà nostra di Dimitris Lyacos
di Andrea Carnevale
La tempesta primordiale
L’Angelus Novus di Klee è per Benjamin la figura della storia che avanza inesorabile, sospinta dalla tempesta primordiale, e distrugge inevitabilmente ad ali spiegate ogni cosa. Il suo volto guarda all’indietro, capace solo di...
I Diari del Dottor Zagabria: Paziente #5. “Finocchi”
Come le radici di finocchietto nella sabbia di arenaria, una morte prematura segna in una giovane madre profondi solchi. Le fa da cornice un paese che, non potendo fare altrimenti, continua ad andare avanti tra tradizioni, litanie e convenevoli. Ciò che rimane, scivolato via da file di denti stretti, è un...
Conversazione (im)possibile con Frantz Fanon su fame, violenza e decolonizzazione
di Andrea Muni
*Le risposte di Fanon sono tratte e montate da I dannati della terra, Einaudi, Torino 1962
** Il testo è uscito sul nostro numero cartaceo annuale "Fame"(n.36), Le Lettere Scarlatte, Trieste 2024. Lo pubblichiamo online nel giorno del centenario della nascita di Frantz Fanon
AM: Frantz, nel tuo libro...
Terza Pagina. “Requiem per Cavana”
di Collettivo Gioir sul disagio
La nostra linea dirittaCorre in mezzo al neroMentre attraversiamo città muteCome fantasmi della trasgressioneSoli in un abbraccio disperatoSoli nello scherzo alla vita
«Libri e prostitute amano girare il dorso quando si mettono in mostra»
Cavana, puttana gentrificata. Piangiamo l’oblio della Cavana postribolare, della piccola malavita, delle bobe,...
Il gallo non canta di Rita Filomeni
Scrivevo allora …
In questi giorni di silenzio internazionale su quanto sta accadendo in Medio Oriente,
il senso di vergogna non dà cenno neppure di un fastidio.
Non mancare il primo colpo, forse, nonostante tutto, è ancora il gesto della poesia:
sola, nei giorni del nulla, si alza in piedi, rompe l’argine dell’indifferenza:...
I Diari del Dottor Zagabria: Paziente #4. “Holy Locals”
ll vecchio guardiano di una palestra triestina ricorda, grazie a una crema antirughe, di quando bastava qualche segno di vernice per terra a decretare un pezzo di terra come proprio. In una Barcola già infastidita dal turismo balneare di massa, in mezzo ai sampietrini e alle vecchie sudate, sul...
Altri “fantasmi”. Il responsorio del vuoto
di Alessandro Bernardini
Ahimè! Come afferrare un fantasma? Fossero anche sei uomini, non prenderebbero un fantasma. È per questo, per questa mancanza di tatto, che noi siamo senza amore, senza amicizia.
Apollinaire, L’Incantatore Putrescente
Se non si può attraversare il fantasma, né tanto meno afferrarlo, bisognerebbe precisarne la consistenza, la dimora. Se...
Tombare i sottopassi
di Sara Nocent
Sono in un caffè di Trieste con un paio di amici: parole sparse, tre tazzine sul tavolo e una copia del giornale locale nell’angolo. La ignorerei, se non fosse che uno dei ragazzi è un giornalista e mi ha messo una certa curiosità. Mi attira una foto...
